Scambio di Coppia
Il tradimento della mia compagna esibizionist
31.03.2026 |
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"Girò Simona e, dopo essersi gommato, si fiondò nella sua figa con una forza che fece sussultare l'intero letto..."
Quarto capitolo della serie "il tradimento della mia compagna". Buona lettura!Il sabato mattina di quel weekend di agosto ci svegliammo avvolti da un’eccitazione densa, quasi elettrica, che rendeva l'aria in camera da letto irrespirabile. Simona passò ore davanti allo specchio e la vidi scegliere con cura maniacale ogni singolo indumento: optò per un vestitino di maglina leggerissima, color pesca, talmente corto e aderente da esaltare prepotentemente quel suo culone da negra che amavo tanto. Sotto la stoffa sottile si intravedeva chiaramente l'assenza del reggiseno, con i capezzoli turgidi che premevano contro il tessuto a ogni suo respiro affannoso. Si truccò con un velo di mascara e un lucidalabbra scuro, lasciando i ricci liberi di ricaderle selvaggi sulle spalle, dandomi quell'aria da predatrice che mi faceva impazzire.
Io, intanto, preparai con metodo un piccolo trolley. Non ci misi solo il cambio per la notte: nascosi sul fondo una busta con diversi preservativi, lubrificanti al silicone e i sex toys che avevamo deciso di portare come "biglietto da visita" per i nostri ospiti. Chiusi la zip con un ghigno, sentendo il sangue pulsarmi nelle tempie.
Il viaggio verso Modena, circa due ore di autostrada sotto un sole cocente che faceva tremare l'asfalto, fu scandito da una tensione erotica crescente. Simona non riusciva a stare ferma sul sedile; continuava a controllare il profilo di Daniele e Adele, rileggendo i loro messaggi spinti e commentando le foto di Adele, una bionda dal fisico atletico e lo sguardo malizioso che sembrava promettere scintille.
«Chissà se dal vivo sono davvero così belli e disinibiti come scrivono», mormorò lei mentre si passava una mano tra i ricci, lo sguardo perso fuori dal finestrino ma il corpo visibilmente scosso da piccoli brividi.
«Lo scopriremo tra poco», risposi io, lanciandole un'occhiata veloce che scese dalle sue labbra fino alle gambe nude, sentendo l'erezione premere contro i jeans al solo pensiero di vederla tra le braccia di un altro uomo sotto i miei occhi.
Arrivammo per l'ora di pranzo, seguendo le indicazioni fino a una palazzina di tre piani dall'aspetto curato, dove campeggiava l'insegna di un accogliente B&B.
Fuori dal cancello ci aspettava Daniele, che ci salutò sventolando la mano con un'allegria contagiosa. Scendemmo e ci presentammo; ci spiegò subito che gestivano quel piccolo gioiello da dieci camere e che, essendocene diverse libere, saremmo stati loro ospiti per l'intera notte. Ci fece strada fino al terzo piano, un attico occupato da un'unica suite immensa dotata di un terrazzo panoramico. Lì, vicino a una tavola apparecchiata con cura, ci attendeva Adele. Dopo le presentazioni di rito, ci godemmo un pranzetto delizioso, bagnato da diversi calici di un ottimo vino rosso che aiutò a sciogliere la timidezza iniziale.
Verso le 15:00, Daniele propose di riposarci un po' per poi fare due passi in centro più tardi, quando la calura sarebbe diminuita e le piazze sarebbero state meno affollate. Ci fecero accomodare in una delle due camere della suite e ci lasciammo andare a un sonno ristoratore. Alle 17:30, rigenerati, salimmo sulla macchina di Daniele diretti verso il cuore di Modena.
Durante la passeggiata, notai subito che tra Simona e Adele era nata una complicità inaspettata: restavano spesso indietro, ridacchiando e scambiandosi sguardi d'intesa, come se si conoscessero da sempre. Verso le 19:00 ci fermammo per un aperitivo nella suggestiva Piazza della Pomposa. L'atmosfera iniziò a scaldarsi quando un bel cameriere, un ragazzetto sui vent'anni dal viso pulito, si avvicinò per prendere l'ordinazione. Le due donne, complici e visibilmente su di giri per il vino e la situazione, iniziarono a fare le sceme: lo stuzzicarono con battute maliziose e doppi sensi, facendolo arrossire vistosamente mentre lui, imbarazzato, batteva in ritirata con l'ordine.
«Hai visto come è diventato rosso?», esclamò Simona ridendo di gusto, mentre lo seguiva con lo sguardo finché non sparì dietro il bancone. «Divertiamoci ancora un altro po’», incalzò Adele con un luccichio malizioso negli occhi che non prometteva nulla di buono per il povero ragazzo.
Restammo seduti al tavolo per un paio d’ore, lasciando che i calici di vino si susseguissero e che l'alcol sciogliesse ogni residua inibizione. Le due donne passarono gran parte del tempo a stuzzicare il cameriere ogni volta che si avvicinava: lo fissavano con sguardi carichi di promesse, giocavano con la cannuccia facendovi ruotare la lingua con una lentezza studiata o assumevano pose che mettevano in risalto le loro scollature. «Hai visto come ti guarda le tette?», sussurrò Adele a Simona, provocandola. «Sono piccole, ma sanno decisamente il fatto loro!», rispose Simona scoppiando a ridere e inarcando la schiena per renderle ancora più evidenti sotto la stoffa leggera del vestito.
Verso le 21:00 ci incamminammo finalmente verso la macchina. Le due erano ormai più eccitate che ubriache; non appena salirono sui sedili posteriori, l’abitacolo venne invaso da un silenzio improvviso, interrotto solo dal rumore inconfondibile delle loro labbra che si cercavano. Si lasciarono andare a un lungo bacio passionale, un intreccio di lingue e respiri affannosi che potemmo percepire chiaramente anche noi davanti.
Sentire la complicità carnale che stava nascendo tra le nostre donne fece scattare qualcosa di primordiale: l'eccitazione salì alle stelle in un istante. Daniele, con un ghigno complice rivolto verso di me, afferrò il cambio e accelerò con decisione per le vie di Modena, bruciando i chilometri che ci separavano dal B&B. Sapevamo entrambi che quella suite al terzo piano stava per trasformarsi nel teatro di una notte che non avremmo dimenticato facilmente.
Arrivati nella suite, le due donne si lanciarono sul letto della camera padronale senza perdere un istante. Continuarono a baciarsi con un trasporto travolgente, completamente prese dal momento, mentre cominciavano a svestirsi l'un l'altra con gesti rapidi e febbrili. Quando rimasero in mutande, iniziarono a esplorarsi con i sensi, leccandosi i seni a vicenda in un gioco di labbra che ci lasciò senza fiato. Io e Daniele assistevamo alla scena compiaciuti, seduti su due sedie che avevamo portato dalla sala per non perdere nemmeno un dettaglio.
Adele fece stendere Simona al centro del materasso e iniziò a sfilarle le mutandine con una lentezza studiata. «È la mia prima volta con una donna», esclamò Simona con un filo di voce e il respiro già spezzato. «Ti piacerà, vedrai», rispose Adele con un sorriso predatore, prima di tuffarsi con maestria tra le sue gambe. Iniziò a giocare con la lingua e con le dita tra le labbra carnose e già bagnatissime di Simona, che prese a gemere di piacere inarcando la schiena.
Io e Daniele ci eccitammo a dismisura osservando quella scena. Adele continuò con una foga sempre maggiore, finché Simona non cominciò a urlare, afferrando con le mani le lenzuola del letto mentre le gambe le tremavano per l'intensità del piacere. «Vengoooo!», gridò, lasciandosi andare a un orgasmo violento che bagnò completamente il viso di Adele, la quale poi le salì sopra per suggellare quel momento con un bacio profondo.
A quel punto, io e Daniele non resistemmo più. Eravamo già nudi, entrambi con il cazzo in pieno tiro; notai che anche lui aveva un gran bel cazzone, messo in risalto da quel suo fisico sportivo e curato. Lo guardai fisso negli occhi e gli dissi con tono deciso: «Sai, mi piacerebbe osservarvi ancora per un po'. Accomodati pure, io resto qui a guardare». Con il membro che mi pulsava tra le mani, mi sedetti ai piedi del letto mentre lui raggiungeva le due ragazze.
Daniele baciò con foga la schiena di Adele, che si scostò da Simona per fargli spazio sul grande materasso. Egli iniziò a risalire il corpo della mia compagna partendo dai piedi, mentre lei chiudeva gli occhi e si godeva ogni istante di quella nuova attenzione. Arrivato ai seni, cominciò a mordicchiarli con decisione per poi affondare la lingua in un bacio profondo, mentre Adele guidava con malizia la mano di Simona sul membro eretto e marmoreo di Daniele.
Simona lo segò delicatamente, finché lui non si appoggiò con la schiena alla testata del letto; a quel punto, le due ragazze si fiondarono sul suo cazzo per farglielo leccare a turno. La visione che mi si parò davanti apparve quasi surreale: quei due bei culi a pecora, le fighe già gocciolanti di umori e i buchi del culo ben aperti si offrivano alla mia vista in tutta la loro nudità. Mi avvicinai al culone da negra di Simona e iniziai a leccarlo con foga, per poi passare alla sua figa; sentivo Simona godere e inarcarsi mentre continuava a leccare l'asta di Daniele.
«E a me niente?», esclamò Adele con la bocca ancora piena del cazzo del marito, reclamando la mia attenzione. Iniziai a leccare con vigore anche lei, sentendola vibrare di piacere, finché l'atmosfera nella stanza non divenne incandescente.
Poco dopo, Daniele decise che era il momento di fare sul serio. Girò Simona e, dopo essersi gommato, si fiondò nella sua figa con una forza che fece sussultare l'intero letto. Iniziò a stantuffarla prepotentemente, mentre Adele si posizionò sotto di lei per stimolarle il clitoride con la lingua. Dopo qualche minuto Simona cedette alla foga di quel ritmo e si accasciò con il corpo sul materasso, mentre Daniele continuava a spingere senza accennare a rallentare. Le afferrai le mani e lei mi guardò con gli occhi lucidi, completamente sopraffatta: «Godo... godo... godo!», continuava a ripetere.
Mi alzai in ginocchio davanti a lei e le ficcai il cazzo in gola, sentendo le sue labbra stringersi intorno a me mentre Daniele continuava a sfondarla da dietro.
Impiegai poco tempo a scaricarmi completamente nella bocca di Simona, che bevve ogni goccia del mio seme senza fiatare, mantenendo lo sguardo fisso nel mio. Mentre Daniele continuava a sfondarla con un ritmo incessante, Adele si avvicinò e mi chiese di riservarle delle attenzioni, ma le risposi che in quel momento preferivo godermi lo spettacolo che avevo davanti agli occhi.
Feci un cenno d'intesa a Daniele, il segnale stabilito affinché passasse a occuparsi del suo culo. Egli allora girò Simona e le infilò il cazzo nel retto, dopo averlo fatto leccare con cura da Adele; quest'ultima si sedette con la figa direttamente sulla faccia della mia compagna, che iniziò a leccarla con foga senza farselo ripetere due volte. Daniele spingeva forte, con una profondità che io non riuscivo a raggiungere, approfittando di quel passaggio ormai ampiamente preparato dal suo predecessore.
Dopo diversi minuti trascorsi in quella posizione, Simona fu travolta da un altro orgasmo violentissimo e squirtò bagnando le lenzuola. A quel punto fece cambio con Adele, che si lasciò possedere a pelle dal marito; Daniele, poco dopo, le venne dentro con un fiotto potente, facendola gridare dal piacere.
I tre restarono distrutti sul materasso, ansimanti e madidi di sudore. Io mi alzai, mi avvicinai al viso di Simona e le sborrai in faccia, liberandomi finalmente di tutta la tensione accumulata. Ci lavammo tutti insieme sotto il getto della doccia, in un groviglio di corpi che cercavano ristoro, per poi dirigerci verso le stanze a dormire.
«È stato bellissimo, sai?», sussurrò Simona mentre ci infilavamo sotto le coperte.
«Non mi aspettavo di godere così tanto nel vederti fare quelle cose con loro», risposi io, ancora scosso dalle immagini della serata.
Lei replicò subito, raggomitolandosi contro di me: «Mi piace farmi vedere, sapere che qualcuno mi guarda mentre lo faccio... e se quel qualcuno sei tu, amore mio, godo ancora di più».
Ci lasciamo andare a un riposo più che meritato, consapevoli che quel weekend a Modena aveva appena aperto una porta che non avremmo più richiuso.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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